Cambiare il tv nel 2020. Facciamo chiarezza.

La “confusione” si è creata dal momento che è circolata la notizia che tutti i televisori, almeno il 90% di essi, saranno obsoleti dal 2022. Cercheremo di spiegarvi rapidamente cosa succederà.

Tutte le persone che hanno acquistato un tv (dal 1 gennaio 2017 era obbligatorio) con la tecnologia DVB-T2 (sigla del digitale terrestre di 2 generazione) con il codec di lettura chiamato : H265 o Hevc non dovranno cambiare proprio nulla. E non dovranno acquistare nessun decoder. E adesso spieghiamo rapidamente il malinteso che si è creato.

In Italia nel 2022, data fissata nell’ultima legge di bilancio, verrà ceduta la frequenza 700 MHz (quella compresa tra 694MHz e 790MHz) alla connettività mobile, nello specifico la 5G. Ora qual’è il grosso problema? E’ che senza quella frequenza non sarà possibile mantenere in funzione entrambe i sistemi di trasmissione tv (dvbT1 e T2). Quindi, tutti quelli che hanno ancora a casa un tv o un decoder digitale terrestre di 1a generazione, dovranno sostituirlo o cambiare apparecchio tv. Tutto qui. La paura creata dai media italiani è legata solo al fatto che il passaggio sarà netto.

Però abbiamo circa 4 anni per aggiornarci. Il perché avvenga, è presto detto. Con il digitale terrestre di 2° generazione si avrà una migliore qualità video, si parla già di molti canali in Hd (alta definizione) e addirittura di poter trasmette in 4K. C’è da dire una cosa… Che il sistema Hevc o H265 è presente nei tv da almeno un paio d’anni.

Quindi guardate il vostro manuale d’istruzioni nella parte riguardante le specifiche tecniche. E’ giusto aggiungere che non bisogna sottovalutare la potenza della fibra sulla connettività Web, dove si ha la possibilità di viaggiare a più di 100 mega al secondo. E quindi la tv via cavo potrebbe finalmente essere una realtà. Questo per dire cosa.

Che da qui al 2022 tante cose possono cambiare nel mondo dell’ intrattenimento tv. Ovviamente tutte le disposizioni dovranno essere approvate in via definitiva prima di entrare in vigore. È però facile prevedere che le modifiche non saranno molte: i tempi coincidono con la tabella di marcia approvata in aprile dal Consiglio europeo